Sempre nel territorio del Comune di Brembate, posta al centro di un piccolo nucleo rurale a circa due chilometri dalla frazione di Grignano, sorge l’antica chiesa romanica di S. Fermo in Bedesco, fin dal XVI sussidiaria della parrocchia di Marne.
La sua esistenza è attestata già in un atto del 1158. L’edificio è orientato sull’asse est-ovest. La facciata a capanna ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli.
Interessante è il bassorilievo a raffigurazione zoomorfa della lunetta, qui trasferito dalla facciata di un edificio privato di Grignano.
All’interno, la zona presbiteriale è coperta da una cupola. I pilastri che la sorreggono e la cornice ottagonale presentano capitelli istoriati.
Il catino absidale conserva evidenti tracce di decorazione ad affresco risalenti al XII secolo con le raffigurazioni dei quattro Evangelisti e quella di Cristo Pantocràtore in mandorla.
La chiesa è solitamente chiusa, per visite o aperture straordinarie è necessario informarsi precedentemente.
L’edificio è sempre stato considerato un fortilizio imprendibile, grazie alla sua strategica posizione.
È arroccato, infatti, su uno sperone roccioso sotto il quale il torrente Dordo si getta nel vicino Brembo.
All’esterno è stata mantenuta la tipica struttura medievale, anche se rimaneggiata più volte, in particolare con una rivisitazione neo-medioevale risalente agli inizi del primo Novecento, con la torre merlata e le finestre a sesto acuto.
L’interno invece richiama le residenze rinascimentali con un semplice impianto a L, il giardino e il pozzo a muro.
La costruzione fu spesso oggetto di contese fra Brembatesi e Trevigliesi per il controllo delle acque derivate, a Brembate, dal fiume Brembo che andavano a irrigare le campagne trevigliesi.
È stata ipotizzata una possibile data di costruzione del suo primo elemento che si attesta attorno all’anno 950. Verso il 1360 comunque il Castello di Brembate risulta proprietà dei Suardi, nota famiglia bergamasca.
Nel XV secolo è teatro di lotte fratricide fra Guelfi e Ghibellini. Nel XVII secolo la famiglia Tasca diventa proprietaria dell’edificio e nei primi decenni dell’Ottocento passa alla famiglia Moretti.
Oggi il castello conserva le strutture dell’epoca dei Suardi. Sono ben visibili la vecchia muratura in ciottoli tondi di fiume, il portico con soffitto a travi di legno. La torre è l’unica testimonianza dell’antico castello.

